| Pirateparteit ed anonimato sul web |
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Sta facendo molto discutere una proposta commerciale per consentire la navigazione anonima a cinque euro al mese o 50 euro all'anno, sponsorizzata dal Piratpartiet, il Partito dei Pirati, nato in Svezia il primo
gennaio 2006 e già diventato un fenomeno sociale.
Uno dei principali problemi connessi ad internet è il grande numero di "tracce" che ogni navigatore lascia dietro di sè, volente o nolente, e l'utilizzo e la sicurezza di questi dati che, altrimenti, potrebbero venire utilizzati per i fini più disparati, e non sempre legali. Nonostante le molte leggi restrittive sulla privacy infatti molto spesso i dati sensibili vengono utilizzati per tracciare i gusti, le preferenze e le scelte di ogni navigatore, con fini perlopiù commerciali, ma che in alcuni asi sembrano rasentare l'illegalità . Da un lato, quindi si trova il diritto di ognuno a geswtire come meglio crede le propria privacy, fornendo solo i dati strettamente indispensabili, dall'altro la possibilità di utilizzare questo anonimato per operazioni non legali. Secca notare come la principale preoccupazione sia evitare che l'utente scarichi musica, film, videogiochi pirati senza rischio di incorrere nelle pesanti sanzioni cheiste da Hollywood.
Il servizio, promosso dal Piratpartiet e offerto dall'azienda hi-tech
svedese Relakks , consente infatti agli abbonati di accedere a internet
attraverso il filtro di un server speciale, dove le comunicazioni sono
protette da crittografia a 128 bit. In termini tecnici, è una Vpn
(Virtual private network). L'utente crea sul proprio sistema operativo
una nuova connessione utilizzando i dati forniti da Relakks. Entra così
nella darknet, che fa da anticamera e filtro all'accesso a Internet. Tutte le
comunicazioni saranno così, in teoria, anonime.
Da tempo sul web ci sono applicazioni che permettono di
navigare anonimi. Tra i primi, Anonymizer, più recentemente Tor, gratuito e basato sul lavoro di una comunità aperta
di utenti.
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