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In Guatemala la violenza intergenere ha mietuto la bellezze di trecentonovanta donne in nove mesi. In una società in cui passività e docilità sono le uniche virtù per essere una donna “da rispettare” e quasi la metà delle donne non è libera di incontrare le amiche o nella scelta dei vestiti.
Secondo uno studio realizzato lo scorso giugno dalla Vox
Latina la donna in
Guatemala vive soggiogata, prima dai padri-padroni e poi dai mariti-tiranni,
tanto che il filo conduttore della sua esistenza è una violenta sottomissione,
rigorosamente sottaciuta. Da quanto è emerso dall’inchiesta, in nove famiglie
su dieci i maltrattamenti alle donne sono pane quotidiano.
Sono state ascoltate esclusivamente donne maggiorenni, il
settanta percento delle quali hanno confessato di essere state vittime di
soprusi all’interno delle mura domestiche o quanto meno di aver assistito a
pestaggi nei confronti della madre o della sorella. Nove su dieci hanno ammesso
questa realtà. E la causa, nella maggior parte dei casi, è una: “Non mi
obbedisce”.
Sì perché per gli uomini guatemaltechi la donna ideale è
mansueta e docile, dolce e sottomessa. E la cosa che più colpisce è che la metà
delle donne intervistate è d’accordo con loro. Addirittura quattro donne su
dieci sono convinte che il maschio sia superiore alla femmina.
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