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Madre e figlia PDF Stampa E-mail

Bushra, la mamma della giovane pachistana uccisa e sepolta nell'orto di casa dieci giorni fa da suo padre, è comparsa all'improvviso, venerdì pomeriggio, nella stazione dei carabinieri di Villa Carcina per denunciare l'omicidio della figlia ad opera del marito.

 "Muhammed ha fatto giustizia". Perché Hina "non si comportava da brava musulmana, anche se suo padre non l'ha mai picchiata, né ha mai abusato di lei". Ora è nascosta in una comunità protetta, dove nessuno può avvicinarla, con i suoi figli di 17, 12 e 10 anni. Mancano all'appello le sue due figlie più grandi., rimaste in Pakistan. Una delle due è la moglie di Mahmood Zahid, il 27enne terzo uomo della notte del massacro, ancora ricercato. Oggi sarà sentita dal pm Paolo Guidi. Sostanzialmente la donna dichiara che lei era in Pakistan, con parte della famiglia, come ogni estate. "Noi siamo partiti come sempre, mio marito non mi ha comunicato i suoi progetti".


La famiglia parte da Malpensa, fa scalo a Londra, arriva a Gujrat, undici milioni di anime. Lì l'Interpol avvia le ricerche, nei giorni convulsi seguiti al ritrovamento del cadavere di Hina, quando i tre assassini - il padre, lo zio e il cognato - erano ancora tutti latitanti. Ma ora Bushra dice che della morte di Hina ha saputo da Internet, non da parenti o amici italiani. E che ha deciso di tornare. Chi ha ascoltato il suo racconto ha avuto l'impressione di una donna che cercasse solo di fare il suo dovere, denunciando suo marito. Ma senza alcuna vera accusa nei suoi confronti. La colpa, nelle parole della madre, era di Hina, non di Muhammed. "Non era una buona pachistana, mia figlia".

http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/cronaca/pakistana-uccisa/madre-hina/madre-hina.html

 
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