| 8/3 donna |
|
|
|
|
Ssta per arrivare una di quelle date che più mi indispongono sulla faccia della
terra, seconda solo al Natale e seguita a ruota dalla festa della mamma. Per contestualizzare un po’ meglio, odio tutte quelle occasioni in cui una società opulenta solo nel suo aspetto materiale autocelebra le proprie presunte virtù di bontà e giustizia, sociale o meno. Una società che nella sua ansia di piacersi e di piacere dimentica quanto e come sia basata su discriminazioni e violenze, su prevaricazioni sempre e solo sul più debole che poi camuffa con operazioni cosmetiche come la festa delle donne e dei bambini, i giorni in cui sono tutti più buoni, la santa figura della mamma che ogni dolore lenisce e consola. No, mi spiace, proprio non ci riesco ad accettarlo. Mi fa venire contemporaneamente l’ulcera ed il diabete. E fa piacere comunque sapere che non sono l’unica… In un mondo in cui è globalizzata anche la violenza su donne e bambini, unico dato trasversale ed omogeneo in tutte le culture, popoli e nazioni. Ergo, segmentate la realtà come meglio credete, ma la causa di morte più gettonata per le donne della mia fascia di età sono le botte di maschio bianco, nella fattispecie parente stretto o marito/fidanzato, sia esso in relazione o diocenescampielibberi, rifiutato, non riesco poi tanto a sentirmi poi così fortunata. In una società in cui ci sono di media 10 stupri DENUNCIATI al giorno ma vanno in televisione solo quelli degli extra-qualcosa… in cui la violenza è un retaggio familiare che mai e poi mai si esplica (si parla di 9 casi su 10, mica pizze efichi..) beh, io semplicemente non mi riconosco. Se poi la smettiamo di parlare in generale e ci riferiamo all’Italia la situazione si fa veramente tragicomica: nel paese in cui tutti si beano di essere a favore della vita, al corpo sano e vitale di una donna che ha la sfortuna di non poter procreare secondo le ferree leggi divine si preferiscono 3 delle sue cellule. Sottolineo SUE e CELLULE. La parte per il tutto. A scuola la chiamavamo metonimia, ed era una simpatica figura retorica. Qui ha invece tanto l’aria di essere solo l’ennesima presa per il culo di gente che pretende di governare il suo bestiame con logiche che trascendono la logica per aderire, e far aderire forzatamente gli altri a dei riferimenti che nessuno ha chiesto. Non so quante delle donne che riceveranno questa email hanno avuto la ventura di fare cure ormonali: cari legislatori della legge 40, non so proprio come smontare i vostri assunti di base.. Non è divertente. Come, caro il mio Ferrara, non è divertente abortire. Neanche con la pillola, che è nata oltre 40 anni fa per ovviare al fatto che ad un trauma del genere non sdi aggiungese anche il dolore fisico di un intervento chirurgico. Ma forse in un paese in cui la massima “donna partorirai con gran dolore” viene ancora tenuta in gran conto dai medici che sconsigliano a priori qualsiasi forma di cura palliativa (praticamente ultimi al mondo! Ole!) con affermazioni del tipo “fa male al bambino” oppure “si è sempre fatto così” o, meglio ancora e soprattutto se detto da un uomo “ma che sarà mai” fa francamente pensare molto sul grado di civiltà che ci contraddistingue, la cosa non è poi così importante. L’importante è non far piangere Gesù Bambino, che passò nel corpo di donna senza venirne contaminato (mai fatto caso a come la fonte dei maggiori pregiudizi e discriminazioni sulle donne sia religiosa, con la bibbia in prima fila a spargere il seme della sopraffazione tra generi? Curioso anche il fatto che i principali fautori di questa visione leggermente misogina della vita siano soliti andare in giro con abbigliamento che ricorùda molto da vicino le muliebri gonne dei bei tempi andati, quelli in cui anche la caviglia in vistaera da donna disonorata, per intenderci) tanto per sancire ulteriormente, qualora ce ne fosse ancora bisogno, quanto noi donne, con tanto di bambini al seguito, siamo bisognose della protezione di un maschio che possa far loro da tutore e da padrone. Chi crede che la storia insegni e faccia migliorare le pratiche non si è ancora reso conto di come questa massima non si possa applicare alla storia della famiglia, che sia nel passato che ancora oggi sostituisce alla logica dei diritti di ognuno quella della preminenza del “capo” sul suo branco, del quale alla fine può disporre come meglio crede. E non considera come questa logica sostanzialmente patriarcale abbia fatto si che donne e bambini siano sostanzialmente merce gestita a proprio piacimento proprio da chi, per presunto diritto divino, dovrebbe provvedere a proteggerli. E noi donne? che si fa? Ci si organizza e si reagisce? No: ancora adesso si educano bambine e bambini in modo diverso. D’altronde, unA dovrà badare alla casa, l’altrO non si sa mai bene, ma in linea di massima è libero di decidere del futuro suo e del suo prossimo. Proviamoci, una volta ogni tanto, a far qualcosa, a muoverci: io personalmente mi sono commossa nell’aver visto donne scese in piazza per difendere la 194 o chiedere l’abrogazione della 40. Mi da da forza per continuare a vivere in un paese che considera plausibile l’obiezione di coscienza dei farmacisti. Io segnalo: Sabato 8 Marzo donnEmanifestE, la Biblioteca della Donna “Melusine” e l’AIED invita tutte a manifestare insieme contro i continui attacchi alla 194 Staremo dalle ore 11.30 in Via Sallustio, all’altezza di Piazza Machilone. Ci vediamo li? ..per chi volesse commentare: http://www.monjaianni.it/cittadinanza-attiva/83-donna.html |
| Pros. > |
|---|










