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L'eco delle polemiche sul V-Day, organizzato da Beppe Grillo in 220 città italiane e straniere, non accennano a diminuire. Nonostante la manifestazione non abbia trovato nessun appoggio dai media nazionali, che hanno generalmente preferito cominciare a coprire l'evento solo quando è stata evidente l'inaspettata ed enorme partecipazione popolare. Come dichiara il comunicato ufficiale diramato dal Meetup Amici di Beppe Grillo di L'Aquila “Lo scopo era la raccolta firme per una legge di iniziativa popolare da presentare in Parlamento (...). La Costituzione prevede un quantitativo minimo di 50000 firme da sottoscrivere e questa cifra è stata raggiunta già in mattinata nelle 225 piazze in cui si svolgeva la manifestazione.” Il Meetup inoltre “Ringrazia la cittadinanza tutta, che ci ha positivamente sorpreso per l'entusiasmo e il calore con cui ha partecipato durante la raccolta firme e anche la sera durante gli spettacoli visivi e musicali. Ringraziamo inoltre i DabaDub, i Prisoners, i commercianti di Piazza Palazzo (in particolare Full Time), gli autenticatori e tutti coloro che hanno reso possibile la riuscita di questa iniziativa.“

Va sottolineata la colpevole disattenzione dei media italiani, che ha preferito ignorare una manifestazione che in una sola giornata ha portato in piazza un buon mezzo milione di cittadini italiani ed ha quasi raggiunto la quota necessaria per un referendum. La notizia è stata riportata solo da giornali locali, più vicini alle sensibilità presenti sul territorio, e soprattutto utilizzando le nuove tecnologie: youtube, blog e internet in prima fila. E proprio questo cambio del paradigma comunicativo sta lasciando estremamente perplessi, se non decisamente contrariati, i cosiddetti big della politica, totalmente digiuni di nuove tecnologie ed un po' spaesati dal fatto che evidentemente non basta più non far pervenire le telecamere su un luogo per nascondere quello che sta succedendo. O che è inutile dichiarare che dal palco è stata insultata la memoria di Marco Biagi, quando chiunque in ogni momento può guardare i filmati disponibili gratuitamente sul web per farsi una idea personale senza i tagli e le ricuciture tanto cari a molto del nostro giornalismo televisivo.

E mentre si rincorrono accuse di protagonismo rivolte allo stesso Grillo, che per effetto delle sue stesse proposte di legge non sarebbe eleggibile, ed accuse di favorire in diverse maniere lo scontro sociale, il qualunquismo e simili, mentre i politici dichiarano di vergognarsi e scandalizzarsi ora per il titolo, ora per i contenuti della manifestazione stessa, il popolo della rete sembra intenzionato nella sua maggioranza a seguire il comico genovese in maniera critica, dialogando, organizzando e costruendo una opposizione trasversale e cristallizzata intorno a proposte brevi ed incisive come appunto le tre proposte di legge. E' evidente che il rischio di una deriva populista in Italia è sempre presente: ma siamo sicuri che il vero pericolo sia Beppe Grillo?

 
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