| S.Giuliano 2 mesi dopo |
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E' giunta ai primi risultati la fase delle indagini sull'incendio di S.Giuliano del 9 agosto, uno dei peggiori dell'estate sia per quanto riguarda la pericolosità per cose e persone che per l'enorme ferita emotiva che ha lasciato nel cuore degli aquilani, molto affezionati alla storica pineta. Come sembrava chiaro fin da subito, la causa scatenante è stata identificata nelle scintille generata da un cantiere che lavorava senza protezioni adeguate sul viadotto dell'autostrada che costeggia la zona. Nell'effettuare la sostituzione dei guardrail alcune scintille, o pezzi di metallo rovente, sarebbero cadute sulla sterpaglia sottostante innescando l’incendio. Per questo motivo, il titolare della ditta che aveva in carico i lavori è stato indagato assieme a sei operai che lavoravano nel cantiere al momento dell'incendio.Si aggrava il bilancio degli indagati, in quanto in seguito alle indagini sono al vaglio della magistratura le posizioni di alcuni dipendenti di altre società coinvolte, ovvero “strada dei Parchi”, che ha commissionato i lavori, Toto spa che ha vinto l'appalto e la “GM Lavori”, subappaltatore: altre sei persone nei prossimi giorni sembrano finite nel registro degli indagati per il reato di incendio boschivo aggravato e per la violazione di norme penali relative alla sicurezza sul lavoro e le precauzioni da adottare in caso di operazioni pericolose. Il comandante, sostituto Commissario della Polstrada, Danilo Ciucci, afferma che “è stata riscontrata la probabile responsabilità di alcune figure professionali previste nell’appalto dei lavori, a vario titolo interessate della gestione dei lavori, che negligentemente non disponevano l’interruzione delle lavorazioni in corso o l’utilizzo di adeguati schermi di protezione dalle scintille e dalle scorie prodotte dal taglio del materiale ferroso”Quei lavori per l'ammodernamento dell'autostrada avrebbero causato altri sette roghi dalle conseguenze meno gravi, tra i quali alcuni proprio nella zona di S.Giuliano, denunciati dagli abitanti con dovizia di particolari fin dalle prime, concitate fasi dell'incendio. “Nel corso di questi poco più di due mesi di attività - aggiunge ancora Ciucci, che assieme al sostituto procuratore Tullia Monteleone della Procura della Repubblica di L’Aquila porta avanti le indagini - sono state raccolte, analizzate e confrontate numerose testimonianze e la documentazione acquisita presso le società interessate dai lavori, riscontrando probabili ulteriori responsabilità in quanto accaduto. Dalle indagini è infatti emerso che l’incendio del 9 agosto 2007, scaturito a seguito delle lavorazioni di taglio della preesistente barriera metallica di protezione laterale non è stato affatto un caso isolato, essendo stata preceduta, dalla fine del mese di giugno 2007, da 7 incendi in A/24 e A/25 con la stessa origine ma, fortunatamente, con minori danni all’ambiente”. |
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