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Rapagnà: sospeso sciopero della fame PDF Stampa E-mail

Dopo 12 giorni di sciopero della fame Pio Rapagnà sospende la sua protesta. La protesta era nata con l'obiettivo da un lato di sensibilizzare la popolazione su un tema, ovvero quello dei costi della politica, che riscuote un vasto seguito popolare, sia di richiamare gli Organi di garanzia del Consiglio Regionale alle proprie responsabilità istituzionali. “Questo specialissimo tipo di casta politica insediatasi in Abruzzo, e nelle sue istituzioni, nel corso degli anni, si dimostra ogni giorno che passa, sempre più insensibile ed indifferente alle manifestazioni ed ai richiami degli “Istituti della partecipazione e della democrazia diretta” e, dunque, praticamente e sostanzialmente avversa all'effettivo esercizio della pratica referendaria “

Il comitato promotore ha lamentato fin dai primi giorni un certo disinteresse istituzionale ed un mancata informazione che ha leso l'effettiva attuazione del procedimento amministrativo e della agibilità democratica e materiale nella raccolta delle firme, tanto che, conclude lo stesso Rapagnà, “E' perfettamente inutile cercare di lavare la testa all'asino”. Fino al 25 sarà ancora possibile firmare presso gli Uffici pubblici dei Segretari Comunali, Uffici Anagrafe ed URP in orario di ufficio a L'Aquila, Avezzano, Sulmona, Chieti, Lanciano, Vasto, Francavilla a Mare, Ortona, San Salvo, Pescara, Montesilvano, Spoltore, Penne, Città Sant'Angelo, Teramo, Roseto degli Abruzzi, Giulianova, Silvi, Pineto, Atri, Montorio al Vomano; è stata avanzata inoltre la richiesta di apertura anche nelle giornate di sabato e domenica.

Mentre a livello nazionale la polemica sui costi della politica accomuna ampi strati della popolazione tanto da preoccupare gli alti piani del Palazzo, in Abruzzo si assiste al sostanziale fallimento di una raccolta firme che avrebbe potuto, almeno nelle sue intenzioni, tagliare indennità ed altre prebende e contribuire a snellire una situazione economica che ne ha sicuramente bisogno. Certamente il taglio di questi costi non è la soluzione a tutti i problemi abruzzesi, che come abbiamo avuto ben modo di osservare nel corso degli ultimi mesi attraversa criticità maggiori, ma sarebbe stato un segno di buona volontà che i cittadini avrebbero sicuramente apprezzato. Inoltre mentre altre iniziative,come Beppe Grillo insegna, sono riuscite a catalizzare l'attenzione nazionale nonostante il sostanziale disinteresse dell'informazione e delle istituzioni, qui il numero delle firme raccolte è ancora esiguo. Sorge il dubbio che la causa sia, oltre alla mancata informazione, anche un certo disinteresse da parte di chi da un lato vorrebbe vedere tagliati i privilegi della “casta” mentre dall'altro, ora per pigrizia ora per altri poco nobili motivi, si trova alla fine a scegliere di non scegliere.

 
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