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Vanno
su tutte le furie ed indicono lo stato di agitazione gli imprenditori
delle stazioni sciistiche dell'aquilano dopo l'assenza della Regione
al confronto pubblico annunciato per risolvere gli annosi problemi
delle stazioni sciistiche nostrane; se la situazione non dovesse
risolversi la minaccia è quella di non riaprire gli impianti
fino alla fine dell'anno. Era quindi questa forma estrema di protesta
la sorpresa che il Presidente dell'Anef (Associazione Nazionale
Esercenti Funiviari) Giancarlo Bartolotti aveva in mente quando, alla
vigilia dell'appuntamento, dichiarò che ci sarebbe stato un
colpo di scena.
E lo stesso Bartolotti spiega così il perché
della protesta: "Le stazioni sciistiche fanno business, ma non
lo sono esse stesse. (...) Si vedrà qual è il giro
d'affari che le stazioni portano sul territorio come indotto, quanti
i panifici, i bar, i ristoranti, gli alberghi, i fornitori eccetera
che incasseranno il colpo e si legheranno alla protesta. Purtroppo –
continua il presidente ANEF - l'ignavia della Regione ci costringe a
creare un danno a tutta collettività per avere la sua
attenzione e per non essere più trattati come gente che pensa
solo agli affari personali.”
La
goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'assenza dei
due assessori regionali Ginoble e Caramanico, "Assenti
ingiustificati (...) come da anni è la Regione e da mesi i due
Assessori". Erano invece presenti, oltre al Presidente dell'Anef
Bartolotti, la Presidente Stefania Pezzopane, l'assessore provinciale
Celso Cioni ed una quindicina circa di operatori della neve che dopo
aver preso atto dell'assenza dei delegati regionali, ente al quale
spetta la pianificazione e l'intervento in questi casi, hanno
dichiarato di essere decisi per protesta a non aprire gli impianti
fino a Capodanno, se non ben oltre qualora le loro richieste non
dovessero venire accolte. Tra le richieste, come afferma sempre
Bartolotti “Una programmazione, concessioni allo stesso costo in
tutti i Comuni che non ci mettano sotto il ricatto delle singole
amministrazioni, i bacini sciistici e lo sky pass regionale, che fu
ideato per la prima volta 17 anni fa. Quello che accade in Abruzzo e'
roba da non credere".
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