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Problemi di superficie PDF Stampa E-mail

La sentenza emessa dal Consiglio di Stato sulla sospensione dei lavori della metropolitana di superficie oramai da anni in costruzione nella nostra città apre un nuovo capitolo di polemiche e rimpalli di responsabilità. L' ordinanza in questione è relativa all'annullamento dell'ordinanza del TAR Abruzzo che aveva disposto la “sospensione lavori per realizzazione linea tramviaria e ripristino stato luoghi”, emessa dal Consiglio di Stato, Sezione Sesta e “dispone, in via provvisoria, che la sospensione dei provvedimenti impugnati in primo grado sia limitata all’ordine di rimessione in pristino dei luoghi; fissa, per la decisione della domanda cautelare, l’udienza in camera di consiglio del 23 ottobre"

A dare il via al nuovo fuoco di fila di dichiarazioni è il consigliere comunale Luigi D'Eramo, che già nel corso del Consiglio Comunale straordinario di martedì aveva chiesto di controllare l'iter amministrativo e le “responsabilità delle Sovrintendenza Provinciale e della ASL Comunale, che hanno creato un danno gravissimo per il Comune”. In successive dichiarazioni l' ex Assessore ai Lavori Pubblici nell'Amministrazione Tempesta puntualizza che da questa sentenza “emerge in maniera del tutto chiara l'atteggiamento ostruzionistico e politico che ha avuto la Sovrintendenza Provinciale dell'Aquila nel momento in cui ha presentato diversi ricorsi che hanno fatto perdere 4 anni al Comune dell'Aquila nella realizzazione dell'opera e soprattutto hanno creato le condizioni per cui il Comune dell'Aquila dovrà sostenere milioni di euro di danni”

I componenti del Comitato San Pietro invece, tramite la portavoce Andreina Pellegrini, “increduli e sbigottiti” puntano l'attenzione su alcuni punti focali della vicenda, ovvero il fatto che la procedura di infrazione sia ancora in corso, la presenza di due condanne in primo grado poi sospese; i rinvii a giudizio per violazione prescrizioni della Soprintendenza BAP per l'Abruzzo, nonché diversi filoni di indagine aperti presso la locale Procura e le segnalazioni alla Corte dei Conti. In merito alle dichiarazioni rese dal consigliere comunale D'Eramo commentano: “L'ex Assessore, nonostante l'Ordinanza del Consiglio di Stato fosse a tutti nota a Palazzo Margherita, ha continuato ad insistere nel dire che i lavori su Via Roma potevano riprendere come da "Sentenza della Corte di Cassazione". (...) Il Consiglio di Stato impedisce i lavori in via Roma e nessun giudice si è svegliato dopo due anni".

L'amministratore della CGRT, l'impresa che sta realizzando l'opera, l'architetto Eliseo Iannini, dichiara che l'iter dei lavori è a norma e che si può proseguire su via Roma, anche se ora la decisione è nelle mani del sindaco Cialente, che dovrà decidere il senso di quel ”limitata all’ordine di rimessione in pristino dei luoghi” contenuto nella sentenza, e decidere se e dove l'opera dovrà passare. Fin qui, i fatti: nel frattempo la città assiste ad un balletto indecente e costoso che ha abbandonato al suo destino la zona di via Roma, attualmente chiusa con transenne che possono essere facilmente rimosse, trasformandola in una terra di nessuno in cui atti vandalici, scorribande notturne, buche e quant'altro rendono difficile la vita dei residenti. La chiusura definitiva di questa complicata vicenda, che rischia di schiacciare le finanze comunali e di ipotecare quindi il futuro della città, sembra ancora lontana. Dopo tante chiacchiere ci si attende soprattutto dal Sindaco una presa di posizione ferma sull'argomento, una scelta netta tra il portare a termine i lavori ed accollarsi la gestione dell'opera oppure non terminarla ed andare incontro alle penali, che metta la parola fine a questa intricata telenovela.

 
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