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Consegnato
ieri presso la Cattedra
Bernardiniana di L'Aquila dal
Presidente dell'associazione L'idea di Cleves il primo premio “giò
Kappa” intitolato alla memoria del noto giornalista aquilano, al
secolo Giuseppe Massari. Il vincitore è il milanese Claudio
Moschin, che ha presentato un un documentario sulla tragedia del
Moby Prince, nella quale vengono analizzati elementi differenti, tra
i quali la testimonianza di Angelo Chessa, figlio del Capitano della
nave che sedici anni orsono urtando con una petroliera della Agip
Petroli causò la morte di 140 persone nel più grave
incidente di questo tipo in Italia. La tesi sostenuta è quella
di incoffessabili traffici ed interessi personali, probabilmente un
traffico di armi illegali, che hanno fatto si che anche la morte di
un ingente numero di persone passasse totalmente in secondo piano e
fosse attribuita a semplice imperizia.
Per una strana coincidenza,
proprio oggi si apprende che un consulente tecnico dell'avvocato
Carlo Palermo, che ha fatto riaprire il caso per analizzare nuovo
materiale da lui raccolto, è
stato aggredito sabato notte da quattro persone a Marina di Pisa. Gli
aggressori, secondo il racconto del consulente, lo hanno derubato di
alcuni documenti, picchiato e addormentato con uno spray.
Successivamente lo hanno chiuso nella sua auto dandola alle fiamme.
L'uomo ha fatto fortunatamente in tempo a mettersi in salvo.
Alto
livello giornalistico quindi, che unito all'amore che gli aquilani,
anche senza bisogno di motivazioni tecniche o stilistiche hanno
sempre tributato a Giò Kappa, che rappresenta nel bene e nel
male un periodo della nostra storia della nostra città che sta
inesorabilmente sparendo. Oltre al vincitore, presente anche il prof.
Dante, dell'Università di L'Aquila, che ha lanciato un
appello, raccolto dall'associazione L'Idea di Cleves per far si che
l'enorme archivio raccolto da Giò Kappa diventi un patrimonio
per la città. Un sentito omaggio è giunto anche da
parte della cittadinanza, che non ha mai dimenticato la sua figura e
si è stretta attorno alla famiglia del giornalista in queste
ed in altre occasioni.
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