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Morto l'orso Bernardo PDF Stampa E-mail

Era diventato uno dei simboli del Parco Nazionale d'Abruzzo, amatissimo dai bambini, ma evidentemente temuto ed odiato da chi ne subiva le scorribande notturne alla ricerca di pollai. E forse proprio per questo motivo l'orso Bernardo e la sua compagna sono morti, con buona probabilità dopo aver ingerito un boccone avvelenato, in località Acqua ventilata, a pochissima distanza da Pescasseroli. Per avere la certezza bisognerà attendere l'esame necroscopico che verrà effettuato all'Istituto Zooprofilattico di Teramo.

"E una grave perdita - ha dichiarato il direttore del parco, Aldo Di Benedetto - in quanto incide sul potenziale riproduttivo della popolazione dei plantigradi già numericamente esigua.” Le stime, tutte approssimative, dicono che nel Parco vivano tra i 30 ed i 50 orsi marsicani. Inoltre ad essere colpito è stato l'orso Bernardo, abitueè degli incontri ravvicinati nei centri abitati e che proprio per la simpatia che riscuoteva in buona parte della popolazione aveva prestato il suo nome ad una delle tante associazioni nate per tutelare la specie, tuttora a rischio di estinzione.
“Potremmo dire - prof. Franco Tassi, ex direttore del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise continua Tassi - che si tratta della cronaca di un evento annunciato. Le continue incursioni dell'orso Bernardo nei paesi dell'area protetta alla ricerca dei pollai, (...) dimostrerebbe che l'esasperazione di qualcuno è sfociata nel peggiore dei gesti”.

 
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