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Memoria e storia PDF Stampa E-mail

Giornata di lutti importanti: in un solo giorno sono spirati sia Achille Accili che Vito Taccone. Senatore della Repubblica ed autore della nascita dell'ISEF a L'Aquila il primo, ciclista meglio conosciuto come il “camoscio d'Abruzzo” il secondo. E direttament eil sindaco della città si fa varico di esprimere il “Profondo cordoglio” della città per la morte di due importanti personaggi che tanto hanno contato per la vita sportiva della città.

Sulla figura di Achille Acilli, Cialente afferma che “Tutti noi aquilani dobbiamo essergli profondamente grati per l’eccezionale impegno per la città, durante la sua lunghissima carriera politica. Il risultato dei suo lavoro è ancora oggi visibile in diversi settori della nostra comunità, in particolare per l’istituzione dell’Isef e soprattutto per la crescita dell’università, di cui è stato certamente uno dei maggiori artefici”.

E non meno importante la figura di Taccone che,m sebbene non residente a L'Aquila, “Con le sue imprese sono state scritte alcune tra le più belle pagine del ciclismo e dello sport nazionale e internazionale”. Il sindaco dell’Aquila ha inoltre sottolineato “il profondo legame di Vito Taccone con il capoluogo abruzzese. Decisivi i suoi interventi, negli scorsi anni per la sistemazione della pista dello stadio Fattori e il passaggio di tappe del Giro d’Italia nella nostra città. Il lutto, pertanto, colpisce profondamente gli aquilani, che gli rivolgono un sentito pensiero di gratitudine”.

Oltre ad Ondina Valla, di cui ricorre in questi giorni il primo anniversario dalla scomparsa, sono molte le figure di importanti personaggi sportivi che hanno avuto a che fare con la nostra città: in quest'ottica è abbastanza incomprensibile voler perseverare ad intitolare impianti sportivi a politici dalla dubbia fama o, peggio ancora, non intitolandoli proprio: in una città in cui è vissuta per anni la prima medaglia d'oro italiana femminile vedere che il campo d'atletica ha come nome un generico “piazza d'armi” fa sinceramente cadere le braccia. La sensazione è quella di un sempre maggiore disinteresse alla res pubblica, a meno che non sia spendibile in politica. E nel frattempo la vera memoria storica della città continua ad essere seppellita da faccende che, con la storia, a ben guardare non hanno proprio nulla.

 
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