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Discussione Serena PDF Stampa E-mail

A quasi quaranta anni dalla sua morte Adelchi Serena continua a far discutere. Difatti l'ordine del giorno proposto dal Cons. Comunale Enrico Perilli (PRC) relativo alla revoca della delibera di giunta comunale n. 792/99, che concede l’intitolazione del piazzale antistante la piscina comunale ad Adelchi Serena, dopo una discussione accesa e molto partecipata, si è conclusa senza alcuna votazione a causa della mancanza del numero legale.

Alle 19, quando i consiglieri sono stati finalmente chiamati ad esprimere il loro voto, prima su una mozione d'ordine del Cons. D'Eramo che ha richiesto lo scrutinio segreto e poi sulla revoca stessa, infatti erano presenti in aula solo 17 consiglieri sui 20 necessari. L'uscita dalla sala dell'opposizione unita ad alcune assenze anche tra le fila della maggioranza ha causato il rinvio delle discussioni al prossimo consiglio comunale utile, in data da destinarsi.

La seduta è stata caratterizzata, oltre che da numerose eccezioni di carattere tecnico sollevate dai banchi dell'opposizione, da un elevatissimo numero di interventi, oltre la trentina, che hanno ripercorso la storia recente sia italiana che della contrastata intitolazione, effettuata dalla precedente amministrazione non senza scatenare proteste nell'allora opposizione. Il contendere sostanzialmente verte sull'opportunità di omaggiare o meno un personaggio come Adelchi Serena, che da un lato ha realizzato importanti opere architettoniche in città, dall'altro però si è reso complice, avendo firmato le famigerate leggi razziali e collaborato fattivamente nella deportazione, di quello che universalmente è riconosciuto come un crimine contro l'umanità. Mentre ogni anno vengono effettuate commemorazioni per le vittime, è quindi giustificabile tributare onori ad un personaggio storico, importante per la nostra città ma colluso con il sistema criminale che ha fatto si che si contassero sei milioni di morti tra i soli ebrei, e che ha aiutato un regime a dotarsi degli strumenti legali e pratici per attuare una simile mattanza?

Uno dei temi ricorrenti della discussione è riassumibile nell'invito a concentrarsi in problemi più pratici e tangibili, ed andare piuttosto a toccare quelle questioni che hanno influenza immediata sulla vita dei cittadini, ovvero occupazione, sicurezza e quant'altro. Ma sentire tali nobili propositi ed assistere nei fatti ad una discussione fiume durata oltre tre ore lascia il dubbio che nella realtà la faccenda abbia una importanza, almeno politica, superiore a quanto poi dichiarato a parole.

Da entrambe le parti, sia in merito alla decisione presa dall'allora giunta Tempesta sia riguardo l'attuale proposta di cancellazione, sono state avanzate accuse di arroganza e di voler effettuare un revisionismo storico a colpi di maggioranza. E da entrambe le parti è stata avanzata una richiesta di condivisione di questo tipo di scelte, per evitare che ciclicamente ci si trovi ad affrontare il problema. E proprio la condivisione di quei valori che hanno reso l'Italia un paese libero forse potrebbe portare finalmente a mettere la parola fine su questa lunga querelle.

 
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