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Beppe
Grillo come suo solito scuote l'Italia più del maltempo,
ottenendo un successo di pubblico incredibile. Solo che questa volta
le persone in fila non sono accorse per sentire uno dei suoi
spettacoli strappa applausi ma per firmare una proposta di legge di
iniziativa popolare con l'obiettivo di ripulire il nostro Parlamento
dalla corruzione e dai politicanti per professione. In tutta Italia
si segnalano code di fronte ai banchetti organizzati dai locali
meetup, che con la loro vitalità hanno consentito
l'organizzazione di manifestazioni in quasi 200 città in tutta
Italia. Anche
a L'Aquila la raccolta di firme sta procedendo speditissima: in
mattinata dopo solo tre ore sono state raggiunte 750 firme, e si
teme che se l'afflusso dovesse continuare costante per tutta la
giornata non ci sarà più disponibilità di moduli
per raccogliere le firme, soprattutto considerando che l'apice delle
presenze è previsto per il concerto e le dirette streaming
della serata.
Ma
per cogliere la grandezza di quanto sta succedendo è il caso
di cominciare l'analisi da dove tutto è cominciato, ovvero dal
web, analizzando i numeri che possono darci il polso della
situazione: il V-Day è stato lanciato il 14 di giugno dal blog
di Beppe Grillo, il più visitato in Italia ed il 13mo in tutta
Europa, da allora 213976 avatar si sono iscritti sul sito dedicato
alla manifestazione, 8,016
blog ne stanno attualmente parlando, oltre 10.000 foto su Flickr,
oltre 3000 video su YouTube, oltre 2000000 di pagine web trovate da
Google si affiancano alla presenza fisica in oltre 180
piazze italiane coinvolte più di 30
città estere, tra cui Barcellona, Dublino, Parigi, Calgary,
New York e Tokio, solo per citarne alcune. Alcuni si dicono convinti
del fatto che Beppe Grillo sia intenzionato a scendere in politica, e
questa manifestazione segnerebbe la nascita di un nuovo partito di
tipo tradizionale. Il comico genovese invece smentisce
categoricamente questa indiscrezione, dichiarando sempre via blog che
“Non
hanno capito niente. I partiti sono incrostazioni della democrazia.
Bisogna
dare spazio ai cittadini.
Alle liste civiche. Ai movimenti. Viviamo in partitocrazia, non in
democrazia.“
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