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Parte III - Introduzione, Condivisione attuale PDF Stampa E-mail

Gli inferiori si ribellano per essere uguali e

gli uguali per essere superiori.

Questo è lo stato d'animo da cui nascono le rivoluzioni

Aristotele

Parte III



Finora ci siamo occupati di analizzare il ruolo svolto dalla condivisione del sapere e della cultura soprattutto nel passato, analizzando sia come essa si sia espressa nelle varie fasi storiche sia nel concreto come forza che ha fornito aiuto nella loro opera anche a due giganti della storia del pensiero e della scienza come sono stati Darwin ed Einstein.


Ma non bisogna considerare la condivisione come una forza che ha operato nei periodi storici e che invece risulta inattiva nel nostro presente, in quanto forse adesso ci troviamo in una fase in cui i suoi apporti sono molto più evidenti, come impatto e visibilità, rispetto al passato.

Questo deriva da tutta una serie di innovazioni, sia tecnologiche che sociologiche, di approccio alla cultura ed al sapere, che hanno fatto sì che questo metodo, prima utilizzato quasi esclusivamente da una determinata tipologia di persone, cioè scienziati e studiosi, adesso venga impiegato con disinvoltura da chiunque abbia possibilità di accesso ai cosiddetti new media ed ad internet.

Questo fenomeno diventa evidente anche in campi più tradizionali della comunicazione: nascono in continuazione radio e televisioni di quartiere, progetti di giornalismo “dal basso” che intendono bilanciare lo squilibrio tra questi grandi e potenti mezzi di comunicazione di massa ed il pubblico, dando la possibilità al pubblico stesso di amministrarli e gestirli in proprio; anche in campo economico si assiste al successo di fenomeni come quelli denominati equi e solidali, che presuppongono una cooperazione tra persone che prima sembrava del tutto estranea al compassato mondo degli affari. Insomma, le forme aggregative e partecipative sembrano attraversare un periodo di riflessione e di ampio utilizzo come mai nella storia dell'umanità.


In questa situazione particolare la condivisione del sapere attualmente si sta sviluppando ed affermando in maniera straordinaria soprattutto al di fuori dei tradizionali ambienti, indicati ed illustrati nelle parti precedenti di questo lavoro, tendendo a conquistare uno spazio molto più ampio e diffuso, e soprattutto a contatto diretto non più esclusivamente con i ricercatori e gli studiosi, o con la comunità che si è venuta a creare proprio grazie all'emergere di nuove forme di comunicazione, ma spesso direttamente con la gente comune, che forse per la prima volta nella storia si trova di fronte ad un compiuto progetto collettivo. Questo dato, che tende a non configurarla più, come in passato, come una comunicazione tra pari, ma che costringe a tenere conto della probabile disparità tra chi intende comunicare un messaggio e chi dovrà recepirlo, fa sì che comunque si tratti di un qualcosa di diverso, non solo per entità dei partecipanti (virtulmente svariati milioni di persone), ma anche per motivi tecnologici e, soprattutto, qualitativi.


Per analizzare appieno questo fenomeno sarà tuttavia necessario affrontare la discussione partendo dalle basi, onde non trascurare le terminologie e le usanze tipiche dell'informatica, che altrimenti potrebbero mascherare con la loro diversità dalle pratiche abituali la loro omogeneità con la condivisione della conoscenza come finora caratterizzata.

 

I punti di contatto con ciò che abbiamo avuto modo di esaminare nelle pagine precedenti, come avremo modo di vedere più diffusamente in seguito, sono molteplici, e vanno dalla natura stessa del mezzo tecnologico, e soprattutto dall'uso che se ne fa, fino ad arrivare all'elemento di reale interesse di questo nuovo fenomeno: un nuovo mezzo è stato in grado di emergere e di creare una folta comunità in grado di creare una propria cultura con dei riferimenti totalmente originali, ed in grado di condividere questo contenuti sia con chi ne fa parte che con chi invece ne è escluso.

 
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