| Parte II Introduzione - La scinza e gli scienziati |
|
|
|
|
PARTE II La scienza e gli scienziati
I limiti della conoscenza umana in ogni campo hanno un grande interesse, che è forse aumentato dalla loro stretta vicinanza al regno dell'immaginazione. C. Darwin1 IntroduzioneCome già abbondantemente appurato in precedenza, la scienza è un prodotto eminentemente umano, tra l'altro abbastanza recente, in quanto a differenza dell'arte e della religione, che si svilupparono entrambe presumibilmente a partire dall'era preistorica, cominciò ad essere una forza importante nel progresso umano approssimativamente a partire da Galileo.2 E, come ogni prodotto umano, dall'uomo eredita anche tutti i suoi pregi ed i suoi difetti. La scienza quindi si trova ad essere rappresentata dalla figura dello scienziato, che a seconda del periodo storico viene visto come sacerdote, come artigiano, come tecnocrate o, anche, come impostore. La figura dello scienziato è stata vista ed interpretata in maniere spesso molto differenti, generando degli stereotipi che ancora oggi fanno parte dell'immaginario collettivo sia di che la scienza la pratica, sia di chi invece non ha un ruolo attivo in essa. Nell'antichità la figura dello scienziato come noi la concepiamo non esisteva, essendo la scienza una branca dell'umano sapere che non aveva una dignità a sè stante: esisteva il sapiente, lo studioso o, in generale, l'uomo di cultura. Questo stato di indeterminatezza perdurò approssimativamente fino al Rinascimento, quando figure come Leonardo, Galileo o Bacone fecero della scienza e della possibilità di studiare e modificare la natura il loro ambito principale di studio ed applicazione. Nasce in questo periodo il detto reso celebre da Bacone knowledge is power,3 che può essere preso come icona del periodo in esame; erano cambiate le condizioni di base ed una rivoluzione scientifica era alle porte:4 l'influenza di ciò si fece sentire anche sulla percezione pubblica della figura dello scienziato, che adesso riveste un suo ruolo ben definito nell'ambito della categorizzazione del sapere, cioè come colui che riesce con la forza della logica e della ragione a capire e dominare ciò che lo circonda, cambiando e volgendo a suo favore elementi prima ritenuti immutabili e soggetti esclusivamente all'influenza divina. La chiave per questo mutamento è nella fiducia che l'uomo comincia ad avere nelle proprie possibilità, non più soggetto esclusivamente a forze soverchianti bensì artefice pieno del suo destino, in grado quindi di cambiare con le proprie forze i rapporti esistenti tra le altre forze in gioco. Da questa nuova consapevolezza prenderanno le mosse tutti gli sviluppi scientifici, ma soprattutto tecnologici, dei periodi successivi.
E' da notare come siano proprio gli effetti pratici delle varie scoperte, il loro apporto tecnologico, a colpire i non addetti ai lavori ed a condizionare il loro giudizio sulle stesse; in effetti, non essendo addentro alle varie fasi della ricerca non avrebbero altrimenti a disposizione altro parametro per commentare alcunché. Da un altro lato però questo limita fortemente la possibilità di esprimere un giudizio sull'intera scienza, limitandosi solamente agli orizzonti “fantascientifici” del costruibile o a disquisizioni sull'utilità pratica di un determinato oggetto figlio di un processo di studio infinitamente lungo, che tra l'altro nel 90% dei casi non aveva come obiettivo finale proprio quella particolare applicazione tecnica. Dall'invenzione della ruota non è ovvia e scontata la costruzione dell'automobile, come il passaggio dalla famosa formula dell'equazione della massa e dell'energia di Einstein alla bomba atomica è più il frutto di una successione temporale che di una volontà precisa dello scienziato.5
Una cosa è certa: le nuove applicazioni vengono generalmente accolte con scetticismo, se non con aperta ostilità: il punto di svolta si ebbe con la I Guerra Mondiale e le sue scientifiche devastazioni, causate in buona parte da gas e da sofisticati armamenti realizzati dai migliori scienziati dell'epoca. Fu facile per la popolazione civile associare allo scienziato il ruolo di perfido massacratore, e solidarizzare con le giovani reclute, carne da macello ancora più macellata che nel passato: fu l'inizio di una grande ondata di sfiducia nei confronti della scienza che ancora fa sentire i suoi effetti.6
Vi furono quindi, come ci sono stati diversi tipi di scienza, diversi tipi di scienziati, che si sono succeduti sia nella storia che nell'immaginario del pubblico, e che hanno incarnato la visione che della scinza stessa aveva una determinata epoca. In questa parte verranno presi come esempi due scienziati che hanno dato incredibili contributi all'avanzamento della conoscenza del loro periodo, analizzando le loro figure sia le loro opere sia l'aspetto della percezione che ebbe il pubblico della loro importanza. Verranno altresì individuate le similitudini e le differenze tra i due allo scopo di illustrare sia l'aspetto umano che quello puramente scientifico e metodologico. Inoltre verrà affrontato anche il discorso relativo alla condivisione della conoscenza e della percezione delle ricerche da parte del pubblico. 1 Darwin, C. Viaggio di un naturalista intorno al mondo Pag 355 2 Inoltre ai suoi albori era esclusivamente un'occupazione per uomini colti e non riguardò minimamente né la gente comune, né si tradusse in tecnologia o invenzioni atte a generare progresso materiale. In realtà la scienza ha avuto un impatto sulla vita umana solamente negli ultimi 150 anni, generando cambiamenti più grandi di quelli apportati in cinquemila anni di quella che, a questo punto, è lecito considerare come cultura prescientifica. Vedi B.Russell, La visione scientifica del mondo, 1931 3 Traduzione letterale: la conoscenza è potere. Si tratta di un motto di uso comune in Inghilterra, che ebbe una diffusione a livello internazionale proprio grazie a Bacone. La citazione letterale contenuta nel Nuovo Organo suona invece così: la scienza e la potenza umana in questo coincidono (ricalca il detto di Hobbes scientia potentia est), che l'ignoranza della causa rende vano l'effetto. Bacone, F. Nuovo organo, Aforisma III pag 30 4 Vedi Parte I Cap. I Par La rivoluzione copernicana 5 L'argomento verrà approfondito in Parte II Cap. II Par. La “sua” bomba atomica 6 Vedi Dyson, F. Mondi possibili, 1998 |
| < Prec. | Pros. > |
|---|






