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Parte II Cap IV - I mezzi della condivisione PDF Stampa E-mail

Capitolo IV

Mezzi della condivisione


Meglio vale godersi una rosa che

esaminarne la radice sotto il microscopio

O. Wilde

Oltre ai luoghi nei quali la cultura trova asilo, hanno una importanza determinante nella trasmissione della cultura anche i mezzi fisici a disposizione di ogni singolo scienziato per elaborare e proporre al pubblico il suo pensiero. Non di rado innovazioni tecnologiche o migliorie tecniche hanno avuto impatti inimmaginabili sulle possibilità stesse di una comunicazione, o hanno suggerito metodologie nuove fino a quel momento impensabili. E' successo con l'avvento del libro, ma anche della radio o della televisione, che hanno modificato profondamente il nostro modo di percepire sia la cultura che la comunicazione, e sta succedendo di nuovo grazie ai cosiddetti new media, primo tra tutti Internet con i suoi ipertesti,1 nuova frontiera dell'esposizione di un contenuto in maniera originale e prima impossibile. Quindi il medium tecnologico non si configura solo come supporto inerte, ma come anche il luogo, contribuisce a lasciare una sua forma, come una propria personalità, sopra il messaggio che si sta tentando di lanciare, e con le sue caratteristiche tecniche determina i limiti ed i pregi della comunicazione stessa.

 

Inoltre, spesso all'emergere di un nuovo mezzo atto a comunicare il sapere fa seguito la nascita di una comunità che a quel mezzo fa riferimento e che lo sceglie come veicolo per le proprie comunicazioni e consuetudini. Questo è successo per esempio con l'avvento dei giornali e la nascita dei movimenti culturali del '700, quando proprio la maggiore flessibilità del giornale rispetto al trattato favorì la velocità e soprattutto la vivacità degli scambi culturali, inaugurando un periodo decisamente effervescente dal punto di vista dell'aggregazione sociale dei dotti; oppure quando, per mezzo della nuova forma enciclopedica (o meglio, della sua libera reinterpretazione a partire dal dizionario enciclopedico) si aprirono una serie di discussioni e si affrontarono problematiche che fecero emergere la comunità dei cosiddetti enciclopedisti, comunità con una forte identità che ha caratterizzato fortemente, pur se tra alti e bassi, lo sviluppo culturale del periodo.


Di seguito quindi andremo ad esaminare alcuni tra i più importanti mezzi di comunicazione nella storia per coglierne le peculiarità.


Libri


Anche se oggigiorno in parecchi si ostinano a decretarne la morte a favore dei suoi vari emuli elettronici, il libro gode di una salute buona nel suo complesso, e non è stato ancora detronizzato dal suo ruolo di supporto culturale per eccellenza. La sua nascita si perde nella notte dei tempi, tra i suoi antenati si contano tavolette, rotoli di pelle, pergamene, papiri e manoscritti.

Il libro rappresentò per la sua epoca una notevole innovazione tecnologica, esattamente come quelle che oggi minacciano di scacciarlo dalla sua posizione di principale medium di trasmissione culturale; infatti, proprio grazie all'utilizzo degli innovativi caratteri a stampa mobili inventati da Gutenberg, ed al relativo abbattimento dei costi di stampa, ebbe una diffusione enorme, nonostante i limiti posti dall'alfabetizzazione ancora scarsa e dai costi comunque sensibili.

Questa rivoluzione tecnologica contribuì alla nascita di tutta una serie di sottoprodotti, in quanto finalmente non era più necessario ricorrere ai servigi di un amanuense per realizzare un prodotto a stampa. Prese il via la stampa di tutta una serie di prodotti popolari, quali almanacchi e più tardi giornali, ma anche forme allora sconosciute di letteratura, aventi argomento dissacratorio e tutt'altro che aulico, che altrimenti non avrebbero potuto circolare. Inoltre, proprio a causa dell'utilizzo di questo particolare ed innovativo mezzo tecnico, si generarono tutta una serie di standardizzazione dei testi in base al modo di stampa.

Tuttavia il libro rimase, e rimane tutt'oggi, lo standard nella diffusione cartacea del sapere, grazie alla sua struttura sia fisica che concettuale, che consente di esporre un contenuto in modo standard e seguendo determinate convenzioni per amministrarne i contenuti, per mezzo di indici, titoli e quant'altro, che ne facilitano la comprensione e velocizzano la ricerca di informazioni al suo interno.


Di sicuro il libro è il mezzo materiale più antico usato per diffondere e condividere sapere, ma per la sua peculiare e costosa realizzazione, soprattutto in tempi antichi, e per la distribuzione tutt'altro che capillare e comunque difficoltosa e soggetta ad accidenti ed imprevisti (come incendi, topi o alluvioni) che oltre alla normale usura determinata dal tempo non consentivano una presenza estesa di libri nelle case, ha fatto sì che nascessero formati alternativi e più economici.


Libello, opuscolo, almanacco


Lo scopo di queste pubblicazioni di tipo popolare era quello di fornire alternative economiche, alla portata di quasi tutti coloro che sapessero leggere. Nacquero quindi almanacchi illustrati, con didascalie delle vite dei Santi, o con utili annotazioni sui lavori agricoli da svolgere in un determinato periodo dell'anno, oppure con note astronomiche, o ancor di più astrologiche. Opuscoli ed almanacchi fanno parte di tutta una letteratura “pratica”, improntata alla educazione dei ceti più poveri e contenente i più disparati consigli per meglio affrontare la vita di tutti i giorni.


Una interessante variazione sul tema è data dal Pamphlet, piccolo libello con una forte accezione “satirica” e dissacrante di sferza verso il potere. Compariva generalmente anonimo e riusciva a superare i problemi della censura stampando all'estero (generalmente in Olanda, dove le norme di controllo sulla stampa erano quasi inesistenti).


Enciclopedie


L'attività enciclopedica, intesa come sforzo per dare forma sistematica alla conoscenza, si ritrova in ogni parte della storia del sapere umano. L'enciclopedia2 si struttura come un'opera sistematica in cui sono raccolte, in ordine alfabetico o per materie, le nozioni di tutte le discipline o di una in particolare. Già Aristotele pensò di strutturare in maniera razionale i vari rami del sapere umano; nel Medioevo si cercò piuttosto di organizzare e raccogliere le nozioni: furono difatti tipiche dell'epoca le raccolte, le summae, i tresors. Qusto modo di organizzare il sapere deriva dal fatto che nell'età antica e medioevale la realtà era generalmente concepita come un insieme finito, una mappa,3 e quindi interamente descrivibile.

È solo in epoca moderna che si inizia a pensare di strutturare le conoscenze in maniera enciclopedica in senso stretto, anche se comunque ci furono delle sensibili differenze rispetto a quanto noi intendiamo. Difatti, a partire dalla prima opera pubblicata,4 le enciclopedie non si proponevano come semplice ed inerte materiale di consultazione, ma come dizionari ragionati ed interpretati dell'intero scibile umano: non si trattava quindi di una descrizione neutra della realtà in quanto era già incluso un metodo di interpretazione di ciò che veniva descritto.


Dallo sviluppo di questi concetti prende forma l'ambizioso progetto affidato a Denis Diderot,5 il Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri o Encyclopédie, opera pubblicata a Parigi tra il 1751 ed il 1772 con la collaborazione dei più prestigiosi intellettuali del tempo.6


Soltanto da persone illuminate può essere letto questo libro: l'uomo volgare non è fatto per simili conoscenze; la filosofia non sarà mai suo retaggio. Chi afferma che vi sono verità che devono essere nascoste al popolo non può in alcun modo allarmarsi; il popolo non legge affatto; lavora sei giorni la settimana e il settimo va al cabaret. In una parola, le opere di filosofia non son fatte che per i filosofi, e ogni uomo onesto deve cercare di essere filosofo, senza vantarsi di esserlo.7

L'encyclopedie segna l'inizio di un sapere fortemente pratico, orientato verso una nuova classe di fruitori, quei borghesi divenuti più potenti dei nobili grazie al lavoro ed alla tecnologia, interessati quindi non tanto alle disquisizioni di tipo teologico quanto alle motivazioni pratiche delle cose. Da qui numerose tavole indicanti i vari tipi di manifatture, ed un occhio di riguardo al mondo dell'artigianato e del lavoro in generale.


Nacque quindi un nuovo modo di guardare al sapere, non più desiderato in sè per sè ma in quanto porta preferenziale verso un futuro migliore, reso possibile dalla caduta delle rigide barriere sociali che dividevano nettamente ed indelebilmente la popolazione nell'epoca immediatamente precedente. Difatti, ad opporsi ad esso furono principalmente le caste che, essendosi oramai adagiate nell'alloro di un sicuro possesso dello status più elevato, avevano tutto da perdere dall'arrivo di una classe dinamica ed in continua trasformazione com'era l'attivissima borghesia dell'epoca.


Epistolari


Una delle forme letterarie che tanto hanno contribuito alla creazione di una coscienza unica nella comunità degli scienziati, e dei letterati in generale, è stato l'epistolario. Quando ancora non era possibile, per cause geografiche od altro, intrattenere rapporti personali tra dotti, il mezzo tecnico più usato per tenersi in contatto e scambiarsi opinioni era, appunto, lo scrivere lettere. L'importanza di questo genere è evidenziata dal grande numero di missive che vennero scritte in ogni periodo, da ogni tipologia di studiosi e soprattutto su ogni argomento possibile.



L'epistolario di tipo filosofico più importante è quello di Erasmo da Rotterdam, che scrisse oltre 3000 lettere ai più disparati personaggi del suo tempo, illustrando, spiegando e discutendo le sue teorie. La scelta di utilizzare il latino come una sorta di esperanto degli studiosi, favorì ulteriormente la comunicazione, permettendo di evitare i problemi di traduzione tra un idioma ed un altro, ed estendendo ulteriormente il loro raggio di azione grazie all'abbattimento delle barriere linguistiche.

Tra gli epistolari più famosi in letteratura abbiamo Le ultime lettere di Jacopo Ortis,8 considerato il primo romanzo del Romanticismo italiano. Dal punto di vista scientifico ebbe enorme importanza l'epistolario di Darwin, che comprende sia le missive spedite quando si trovava in navigazione intorno al mondo sul celebre Beagle, sia le successive, indirizzate a colleghi ed a chiunque, anche se non ufficialmente ammesso nel novero degli studiosi, avesse potuto dargli informazioni utili per le sue ricerche. Entrò quindi in corrispondenza con agricoltori ed allevatori, facendo tesoro della loro vastissima esperienza sul campo, integrandola con i suoi esperimenti e le sue conoscenze teoriche.


Altro epistolario decisamente degno di nota fu quello di Einstein: il padre dell’equazione più famosa del mondo9 cominciò a ricevere una fitta corrispondenza a partire dal 1919, quando le osservazioni di un’eclisse solare fornirono una prova che le sue teorie erano giuste. Fu la figliastra10 a curare per prima l’archivio11. Le sue lettere spaziavano da pensieri personali a dissertazioni teoriche, questioni di politica internazionale e di morale. Einstein possedeva uno stile semplice, diretto, espressione della sua personalità e della sua estrema apertura alla vita, che ci consente di tracciare un ritratto dell'uomo che viveva all'ombra dello scienziato, consentendoci finalmente di vedere questa grande figura in maniera unitaria.


Giornali


La nascita del giornale ha direttamente a che vedere con la grande varietà di temi di discussione lanciati nel '700, abbondanza che diede vita ad un nuovo e più vitale sistema di circolazione delle idee, che non aveva più i confini nazionali come limite e che cominciava a guardare sempre più insistentemente verso una dimensione europea. Il giornale si trova a sostituire il trattato come luogo deputato allo scontro delle idee, in quanto con la sua maggiore flessibilità ed altri vantaggi derivanti dal costo più contenuto attirava a sé schiere di lettori. Inoltre, le ampie battaglie illuministiche per la libertà di stampa si riflessero positivamente sullo stato di salute di questo nuovo medium culturale.

Ebbe come antenato la gazzetta, semplice enunciazione di curiosità e notizie selezionate su base geografica, ma potè fare il grande passo in avanti solo con la nascita di una figura intellettuale totalmente nuova, quella del giornalista, che non aveva più il compito di essere acritico ripetitore delle notizie, come era richiesto al gazzettista, bensì di darne una interpretazione ed un commento. Questa caratteristica ben si abbina col carattere battagliero di un'epoca nella quale si andava combattendo la verità intesa come un tramandare tradizioni, in favore di un processo basato sulla discussione e sull'evidenza, data dall'onnipresente ragione.


Tra i giornali italiani citiamo, nel Gennaio 1668 il Giornale de' letterati, primo arrivato sul panorama italiano, che risente alquanto dell'originale francese, il Journal des Sçavans (Parigi, Gennaio 1665). Di maggior spessore furono la Gazzetta Veneta, la Frusta Letteraria e, soprattutto, il Caffè, che rappresentò in maniera pressoché perfetta lo spirito dell'epoca, tanto da rappresentare il più significativo giornale illuministico italiano.

Il Caffè, sostenuto e finanziato dal conte Pietro Verri12 con lo scopo di portare all'attenzione i punti nodali della società in vista di una razionalizzazione in grado di portare trasformazioni e riforme, era l'espressione di un gruppo13 abbastanza compatto ed affiatato di aristocratici che condividevano anche l'appartenenza all'Accademia dei Pugni. Fu pubblicato a Brescia a partire dal Giugno 1764 in fogli di 8 pagine ciascuno. Come fa presagire il suo titolo, non intende limitarsi ad un ambito tematico, bensì tentava di imitare l'atteggiamento e gli argomenti ascoltati nella bottega di Demetrio, immaginario caffettiere d'origine greca dove è possibile che gli uomini che in prima erano romani, fiorentini, genovesi o lombardi, ora sieno tutti presso a poco europei14


Il giornale inteso in senso moderno nasce negli anni Trenta dell'Ottocento con la rivoluzione della cosiddetta penny press negli Stati Uniti, introdotta dalla vendita del quotidiano sulle piazze dagli strilloni al prezzo di un penny. La stampa si sviluppa con un certo anticipo rispetto all’Europa, nonostante il primo quotidiano conosciuto sia l’inglese, il Daily Courrant (1702), non solo a causa dell’industrializzazione, ma soprattutto grazie al Primo Emendamento della Costituzione.15

Nasce quindi un modello di stampato informativo rivolto al cittadino comune: il successo di questo genere di pubblicazione è immediato, tanto che tra il 1830 e il 1840 il numero delle testate in circolazione, passa da 65 a 138.
Oltre alla notevole riduzione del prezzo, i cambiamenti sono due: la presenza crescente della pubblicità, che finisce per entrare degli stessi articoli di cronaca. Il secondo, è la selezione delle notizie secondo il loro “human interest”, fatti di cronaca dei quali interessa la stranezza e singolarità, la carica emotiva e la capacità di evocare il vissuto individuale dei lettori. La cronaca diventa una nuova dimensione della notizia, di valore universale, in grado di tagliare trasversalmente classi sociali e livelli culturali diversi.


Quando il luogo coincide con il mezzo

Comunicare con Internet


Come ogni rivoluzione tecnologica, anche la rivoluzione informatica ha apportato delle modificazioni sostanziali alle pratiche di trasmissione ed elaborazione della conoscenza. Le differenze riguardano soprattutto la struttura che sostiene la comunicazione, in questo caso una intricatissima e capillare rete di cavi che copre come una ragnatela ormai quasi tutto il globo, e le tecnologie per percorrerla da un capo all'altro, che consentono di effettuare cominicazioni in tempo pressoché reale, alla velocità della corrente che percorre in continuazione quegli stessi cavi.


In questo caso è da notare come il luogo della comunicazione si discosta molto poco dal mezzo utilizzato per effettuare la comunicazione, tanto che più che effettuare una distinzione di questo genere conviene applicarne una di tipo nuovo, tra infrastruttura e contenuto, tra le apparecchiature fisiche che si utilizzano per rendere possibile la connessione ed i caratteri, le parole che su quegli stessi cavi viaggiano.

Oltre a questa differenza, si può notare anche che con l'utilizzo di internet vengono a cadere le barriere spaziali, e temporali, azzerate dalla potenza del mezzo tecnico. Gli unici limiti rimasti sono la possibilità di accedere alla grande rete, e l'unico pericolo è di venirne lasciati fuori, nel non saperla utilizzare e sfruttare al meglio. Questo è il cosiddetto digital divide, nuova frontiera dell'esclusione sociale e razziale che farà sentire il suo peso tra qualche anno.


Le possibilità tecniche che sono state raggiunte grazie all'utilizzo di un PC consentono di incorporare in un unico medium culturale fonti finora separate: musica che convive con testo e fotografie, in maniera fluida ed intercambiabile, consentendo di creare percorsi di lettura dinamici ed interattivi. Lo stesso testo non è più concepito come una unità fissa e statica da leggere dall'inizio alla fine, ma tramilte appositi accorgimenti tecnici diventa un contenitore di varie unità di contenuti da leggere in maniera trasversale secondo un percorso deciso passo passo da noi durante la lettura stessa. Il testo cessa di essere semplicemente tale e diviene un ipertesto.16 E, se pubblicato su Internet può essere letto, scambiato, commentato ed eventualmente migliorato da chiunque abbia un accesso. L'unico problema che si incontra è la saturazione di informazioni, che in virtù del loro essere diventate svariati miliardi di pagine sono quasi ingestibili nella loro totalità; a ciò inoltre si va ad aggiungere la mancanza di certificazioni visibili della qualità del contenuto: l'utente deve quindi fidarsi dell'esattezza del contenuto, o affidarsi a siti ritenuti più credibili di altri.


In concreto c'è stata un'altra rivoluzione del medium tecnologico per la trasmissione della cultura che, sebbene non sembra ancora adatto a scavalcare direttamente il suo antagonista, il libro, dall'altro lato lo supera in flessibilità e possibilità ma anche, in negativo, nella possibilità di escludere tutti coloro i quali non possiedono i mezzi tecnici, costosi, e le conoscenze adeguate, comunque da acquisire.

1 L'argomento sarà trattato in maniera approfondita nella terza parte di questo elaborato.

2 Deriva dall'etimologia greca enkklios paideía, che sta ad indicare la circolarità del sapere.

3 Vedi Parte I Cap 0, Par. Metodi di rappresentazione della conoscenza

4 Nel 1728 comparve a Londra la prima edizione della Cyclopaedia or an Universal Dictionary of Arts and Sciences, pubblicata in in quattro volumi in Folio curati da Ephraim Chambers. È considerata la prima "vera" enciclopedia della storia.

5 Langres, Alta Marna 1713 - Parigi 1784

6 Oltre allo stesso Diderot, tra i più famosi possiamo citare Voltaire, pseudonimo di François-Marie Arouet (Parigi 1694-1778); Jean-Baptiste Le Rond d'Alembert (Parigi 1717-1783) e Jean-Jacques Rousseau (Ginevra 1712 - Ermenonville 1778).

7 Voltaire, Prefazione alla quinta edizione del Dictionnaire Philosophique, 1765

8 Ugo Foscolo - Zante 1778 - Turnham Green, Londra 1827

9 La famosa equazione di energia e materia, E=m. Per maggiori informazioni vedi Parte II Cap II Par. Relatività

10 Ilse Loewenthal, figlia della seconda moglie Elsa.

11 Dal 1928 (e fino a dopo la morte dello scienziato) se ne occupò la segretaria, Helen Dukas. Nel 1933 Einstein da Berlino si rifugiò negli Usa, a Princeton (dove morì nel ’55), riuscendo a salvare anche le proprie carte.

12 Milano 1728-1797

13 Sia la Gazzetta Veneta che la Frusta Letteraria infatti erano una diretta emanazione di un singolo, rispettivamente Gasparo Gozzi e Giuseppe Baretti (anche se attraverso la maschera di Aristarco Scannabue)

14 Introduzione al 1° numero, Brescia 1 Giugno 1764 In Guglielmino, S. Grosser, H. Il sistema letterario, Vol 3, pag 789

15 Il Congresso non farà leggi restrittive della libertà di stampa

16 Vedi Parte III Cap III

 
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