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Parte II Cap I - Charles Darwin PDF Stampa E-mail

Capitolo I

Charles Darwin


E' davvero sorprendente che con doti

così modeste io sia stato capace d'influire

in modo tanto notevole sulle opinioni

degli scienziati su alcuni importanti problemi

C. Darwin

Charles Darwin – la vita

Charles Robert Darwin nacque a Shrewsbury nel 1809. I biografi, fra i quali primeggia suo figlio Francis, lo descrivono come un bambino normale, forse un po’ irrequieto, dedito all’osservazione minuziosa degli esseri viventi che lo circondano; a scuola non era fra i migliori, tanto che lo stesso Darwin si considerava “inferiore alla media”.

A sedici anni il padre decise di iscriverlo alla facoltà di medicina di Edimburgo, dove divenne intimo frequentatore di Robert Grant;2 ma la frequenza ai corsi di medicina fu di breve durata,3 forse a causa della sua avversione verso il sangue e verso il dolore altrui. Le descrizioni dei suoi primi anni della vita potevano far prevedere solo una vita dignitosa ma anonima. Cordialità e indolenza emergono come i tratti dominanti più visibili del suo carattere. Era così tranquillo che i parenti trovavano difficile dire alcunché circa il suo carattere salvo accennare un vago apprezzamento per il suo temperamento straordinariamente placido.

In ogni fase del suo curriculum scolastico Darwin si dimostrò uno studente privo di caratteristiche particolari: sconvolto dalla vista del sangue, abbandonò gli studi di medicina a Edimburgo; suo padre ne ricavò una tale frustrazione da scrivere al figlio: Le uniche cose di cui ti interessi sono la caccia, i cani e acchiappar topi: di questo passo diventerai una disgrazia per te stesso e per tutta la tua famiglia.4 Nell'Autobiografia, scritta molto tempo dopo, quand'era ormai avanti negli anni, Charles avrebbe raccontato quest'episodio con un distacco e un riserbo emotivo tipicamente vittoriani: Mio padre era davvero furioso all'idea di vedermi trasformato in un ozioso amante degli sport, il che sembrava allora il mio più probabile destino.5 Robert Waring Darwin spedì dunque a Cambridge il suo poco promettente figliolo, perché potesse seguirvi il corso di studi tradizionalmente destinato ai cadetti di buona famiglia con scarse ambizioni, e prepararsi a diventare un parroco di campagna della chiesa anglicana. Ma Charles, convintosi che il padre gli avrebbe lasciato una fortuna bastante a vivere con agiatezza, dimostrò di non avere un grande interesse per la religione.


Nonostante i gravi gudizi e le preoccupazioni del padre, il periodo di studi a Cambridge non fu così sterile, e pose le basi per i futuri sviluppi intellettuali del giovane Charles:

Nell'ultimo anno di Cambridge lessi con attenzione e con profondo interesse i Ricordi personali di Humboldt.6 Questo libro e la Introduzione allo studio della fiolosofia naturale di sir J. Herschel7 accesero in me il desiderio ardente di portare un contibuto, anche il più umile, al nobile edificio delle scienze naturali.8

Inoltre, proprio in questo contesto ebbe il primo confronto con altri studiosi che appoggiavano le idee evoluzionistiche, che aveva già avuto modo di conoscere tramite la lettura della Zoonomia9, opera principale di suo nonno, Erasmus Darwin.10


Una volta, mentre passeggiavamo insieme (NdR: con Robert Grant), dichiarò la sua entusiastica ammirazione per Lamarck e le sue idee sull'evoluzione. Meravigliato, lo ascoltai in silenzio, ma, a quanto oggi posso giudicare, non ne fui molto colpito. Avevo già letto la Zoonomia di mio nonno, in cui si sostengono opinioni analoghe, ma anche questa non aveva avuto alcun effetto sul mio pensiero. E' probabile però che l'aver sentito sostenere e lodare queste teorie, quando ero molto giovane, abbia preparato il terreno favorevole a quella dottrina che più tardi, in forma diversa, ho sviluppato nell'Origine della specie. Allora ammiravo molto la zoonomia ma quando la rilessi dopo un intervallo di 10 o 15 anni rimasi molto deluso, per la grande sproporzione fra l'ampio sviluppo della parte speculativa e l'esiguità dei fatti citati ad esempio11


Relativo a questo periodo è un giudizio su sé stesso dello stesso Darwin: Se considero il passato, credo di poter dire che in qualche cosa dovevo essere un po' superiore alla media dei giovani, altrimenti uomini come quelli soprannominati, tanto più grandi di me e di posizione accademica più elevata, non mi avrebbero permesso di unirmi a loro. Io non mi rendevo assolutamente conto di tale superiorità e ricordo che quando uno dei miei compagni di divertimenti, Turner, dopo aver visto come cercavo gli insetti, mi disse che un giorno sarei diventato membro della Royal Society, la cosa mi sembrò assurda.12

Il viaggio intorno al mondo


Nel novembre del 1831 gli venne offerta l’opportunità di partecipare ad un viaggio quinquennale di circumnavigazione del globo a bordo del brigantino H.M.S. Beagle, viaggio senza il quale non avrebbe forse avuto la possibilità di formulare la sua teoria. Ritornato in Inghilterra all'età di ventisei anni, Darwin sarebbe divenuto un sedentario e mai più avrebbe lasciato la sua terra natia, nemmeno per attraversare il Canale della Manica. Il padre, informato delle notevoli collezioni di reperti raccolte dal figlio e delle sue altrettanto notevoli intuizioni, si rassegnò all'inevitabile passaggio dalla religione alla scienza. Così la sorella Susan, quando già il Beagle veleggiava verso casa, scrisse a Charles: Noi e papà ci chiediamo spesso cosa vorrai fare al tuo ritorno, poiché temo vi siano ben poche speranze che tu voglia ancora entrare nella Chiesa: personalmente credo che dovresti diventare professore a Cambridge.13


Lo scopo della spedizione, finanziata dall'Ammiragliato britannico era duplice: completare il rilevamento idrografico delle coste del Sud America ed arrivare ad una determinazione più precisa della latitudine attraverso una serie di nuovi calcoli da effettuarsi attorno al globo in un tempo compreso da un minimo di 2 fino a 4 anni. Il comandante Robert FitzRoy,14 oltre al compito assegnatogli dall'Ammiragliato, aveva un proprio obiettivo religioso, cioè dimostrare una volta per tutte le verità assolute contenute nella Bibbia e in particolare nel libro della Genesi; secondo il suo giudizio un naturalista avrebbe potuto trovare facilmente, attraverso il periplo attorno al mondo, le prove del Diluvio Universale e della prima apparizione di tutte le cose create da Dio sulla Terra in quei famosi sei giorni indicati dalla Bibbia. Altra missione “personale” del Comandante riguardava tre indigeni fuegini, York Minster, Jemmy Button e Fuegia Baskett, che FitzRoy aveva portato con sé in Inghilterra da un viaggio precedente ed aveva fatto istruire a sue spese, mirando soprattutto a dar loro un'educazione religiosa. Ora, grottescamente "europeizzati", dovevano venire riportati nella loro terra, dall'altra parte del mondo, affinché diffondessero, secondo l'intento di FitzRoy, il Cristianesimo e la civiltà in mezzo alla loro gente15.


Il Beagle salpò alle 14,00 del 27 dicembre 1831. Il mal di mare colpì Dawin impietosamente fin dal primo momento: Quello che ho sofferto - avrebbe poi scritto al padre - è qualcosa che non avrei mai immaginato (...) ma la vera disperazione comincia solo quando sei così sfinito che basta un piccolo sforzo perché tu ti senta svenire. Non ho trovato altro sollievo che starmene disteso sulla mia amaca.16 Per giorni e giorni non avrebbe mangiato altro che uva. Vergognandosi di fronte all'equipaggio, e timoroso che FitzRoy non lo giudicasse all'altezza del viaggio e decidesse quindi di sbarcarlo, cercava in tutti i modi di farsi forza e di non lamentarsi mai.


Per sua fortuna, non tutto il lavoro doveva venire svolto sopra il brigantino. Per quasi due mesi, mentre la Beagle procedeva ad effettuare i rilevamenti idrografici costieri, Darwin restò a terra assieme al disegnatore Earle ed al guardiamarina, effettuando numerose spedizioni all'interno,17 raccogliendo, imbalsamando ed impacchettando, per poterli poi spedire a Londra, centinaia di esemplari di ogni tipo di insetti, uccelli e conchiglie rare.

Scriveva: Mi sto dedicando completamente alla storia naturale, e non puoi immaginare lo stupendo, egoistico piacere che provo quando mi capita di esaminare un animale che si differenzia grandemente da ogni genere conosciuto. 18


Una delle più importanti scoperte avvenne lungo la spiaggia di Punta Alta, Baja Blanca, dove, disseminate su una superficie di circa 200 metri quadrati, rinvenne una notevole quantità di ossa fossili, e di dimensioni enormi e dalla forma piuttosto strana. Sino ad allora era stato rinvenuto un solo scheletro di animale preistorico, anche in quel caso in Argentina, e praticamente nulla si conosceva sull'argomento. Proseguendo nello scavo Darwin cominciò a rendersi subito conto di trovarsi di fronte a resti scheletrici di animali sconosciuti alla zoologia moderna, scomparsi dalla terra molti millenni addietro.

Ma l'osservazione più importante riguardò il fatto che questi animali, pur essendo di specie diverse, avevano tuttavia una stretta rassomiglianza con i loro equivalenti di dimensioni molto più piccole che vivevano nel nostro tempo. Altri scheletri fossili erano emersi anche presso altre località, a Santa Fè e a Montevideo, tanto da far scrivere a Darwin che l'intera regione delle pampas è un immenso sepolcro di questi quadrupedi estinti e che non esiste nella lunga storia del mondo un fatto altrettanto impressionante della vasta e ripetuta strage dei suoi abitanti. Darwin si chiese che cosa allora ha sterminato tante specie ed interi generi? La mente dapprima è spinta irresistibilmente a credere a qualche granda catastrofe; ma per distruggere tanti animali, sia grandi che piccoli, nella Patagonia meridionale, in Brasile, sulla Cordigliera del Perù e nell'America settentrionale fino allo stretto di Behring, bisognerebbe scuotere l'intera struttura del globo. Inoltre, un esame della geologia della Plata e della Patagonia, ci porta a pensare che tutti gli aspetti della regione derivino da csmbiamenti lenti e graduali.19


Un altro evento che ebbe una importanza determinante fu un immane terremoto dalle conseguenze catastrofiche che scosse l'intero Cile meridionale.20 Darwin quel giorno si trovava poco più a sud quando improvvisamente ne avvertì le scosse. Ma fu solo al rientro nel porto di Talcahuano che egli si rese veramente conto dell'immane tragedia che si era abbattuta sulla regione. Un maremoto si era inoltre riversato sulla costa distruggendo quanto si era miracolosamente salvato dalle scosse telluriche. Ondate gigantesche si erano più volte abbattute sopra le navi che si trovavano all'ancora per poi ritirarsi nuovamente in mare mandando alcuni legni a sbattere sul fondale e trascinando con sé tutto quanto l'acqua era riuscita a strappare alla terra. Stranamente la maggior parte delle navi resistette al maremoto. Inspiegabilmente infatti le ancore avevano tenuto. Attraversando la città distrutta con FitzRoy, Darwin non perse l'occasione di fargli notare che a seguito del terremoto la terra si era sollevata di alcune decine di centimetri.


Dal 16 settembre al 20 ottobre 1835 la spedizione sostò alle Galapagos;21 qui ovunque era un trascinarsi di iguane e tartarughe, un levarsi di cormorani e uccelli di ogni tipo. Darwin, riordinando la sua raccolta di animali e piante si accorse che la maggior parte dei campioni raccolti erano specie uniche, pur rassomigliando ad altre del Sud America, ed inoltre che le specie differivano da un'isola all'altra anche se esse distavano tra loro spesso solo poche decine di miglia. Tra i vari esemplari fu soprattutto il gran numero delle differenti specie di fringuelli e la loro varietà di becchi a stupirlo.22


Purtroppo il ritorno in Inghilterra era ancora lontano: FitzRoy infatti dovette ancora completare tutta una serie di misure di longitudine intorno al mondo, intervallando il lavoro con piacevoli scali a Tahiti (Sarebbe difficile trovare in mezzo a una folla di persone solo la metà delle facce allegre e felici che si vedono qui), Nuova Zelanda (Non è un posto simpatico: gli indigeni mancano di quella incantevole semplicità che si riscontra nei tahitiani, e gli inglesi qui sono veri e propri rifiuti della società) e Australia (Addio, Australia. Sei una bambina che sta crescendo... ma sei troppo grande ed ambiziosa per essere amata e non abbastanza potente per incutere rispetto. Io lascio le tue spiagge senza dolore e senza rimpianto23).

Doppiato il Capo di Buona Speranza, dopo oltre due mesi di tentativi e sforzi, il brigantino pieno di eroi malati di nostalgia, sostava brevemente a Città del Capo per giungere a Sant'Elena l'8 luglio del 1836. Disgraziatamente per l'equipaggio, il comandante FitzRoy decise improvvisamente che per completare le misure di longitudine attorno alla Terra sarebbero tornati a casa passando dal Sud America. Questo modo di andare avanti a zig zag è quanto di più penoso si possa immaginare, e per me è stato il colpo di grazia. Io detesto, aborro il mare e tutte le navi che lo solcano. Credo tuttavia che per la seconda metà di ottobre saremo in Inghilterra. Per la verità, dopo solo sei settimane, il Beagle solcava il Canale della Manica. Il 2 ottobre - scrisse Darwin sul diario - abbiamo avvistato le coste dell'Inghilterra e a Falmouth sono sbarcato dalla Beagle dopo aver vissuto su questo piccolo e buon vascello quasi 5 anni.24


Il ritorno in Inghilterra e la genesi della teoria


Al suo ritorno in Gran Bretagna nel 1836, Darwin si stabilì a Londra e cominciò a lavorare sui reperti raccolti, ed iniziò quindi a mettere per iscritto le sue idee sulla variazione delle specie (Notebooks on the Transmutation of Species).

Si recava all'Athenaeum Club praticamente ogni giorno, utilizzandone l'eccellente biblioteca quasi fosse un suo fondo privato e leggendo da cima a fondo i migliori libri sui più svariati argomenti. Darwin si prefisse un intenso programma di letture, in aree che in passato avevano attratto ben poco la sua attenzione. Così egli affrontò, uno dopo l'altro, David Hume, Adam Smith e John Locke; le letture della Philosophy of Living di Herbert Mayo,25 della Religio Medici di Sir Thomas Browne26 e delle Inquiries Concerning the Intellectual Powers and the Investigation of Truth di John Abercrombie27 oltre che le opere di Edward Gibbon28 e di Sir Walter Scott.29


Nel frattempo, sebbene impegnato a leggere testi teorici e filosofici in ogni campo, si mise alla ricerca quasi ossessiva di qualsiasi persona potesse, indipendentemente dalla propria condizione sociale e culturale, fornirgli informazioni sulla storia naturale, informazioni che egli avrebbe poi altrettanto meticolosamente registrato. Interpellò Mark, il cocchiere di suo padre chiedendogli la sua opinione sui cani, e Thomas Eyton30 a proposito dei gufi e dei maiali. Mise a dura prova William Fox (il cugino) rivolgendogli un profluvio di domande sugli animali da cortile di qualsiasi forma e dimensione. Entrò in corrispondenza con lo zio Jos a proposito dei vermi dello Staffordshire. Questo modo di procedere divenne uno degli aspetti più caratteristici del suo modo di operare. Imparò così a recarsi di filato, per ricavarne informazioni, dagli allevatori e dai coltivatori, dai curatori degli zoo, dai pastori delle Highlands e dagli allevatori di piccioni dell'Inghilterra vittoriana, tutta gente che aveva grandi competenze pratiche ma che nutriva scarso interesse per la scoperta di spiegazioni teoriche di più ampio respiro. I quaderni di appunti di Darwin cominciarono a ingrossarsi per i dettagli che egli aveva sistematicamente ricavato da un mondo di esperti normalmente estraneo alla grande scienza.31


Il viaggio sul Beagle, oltre a fornirgli materiale per le sue riflessioni lo aiutò soprattutto a creare un proprio metodo di lavoro, che lo accompagnò per tutta la vita.

Tutti questi studi speciali furono per me molto meno importanti dell'abitudine che acquisii ad occuparmi con grande energia, attenzione e concentrazione delle cose che intraprendevo. I miei pensieri e le mie letture erano sempre rivolti a ciò che avevo visto o immaginavo di poter vedere, e questa attitudine mentale continuò ininterrottamente per tutti i 5 anni del viaggio. E' proprio questo allenamento che ha permesso l'attuazione di tutta la mia attività scientifica.32


Subì una modificazione anche nel comportamento, come ci illustra lui stesso sulle pagine dell'Autobiografia: se mi volgo indietro, posso vedere come il mio amore per la scienza abbia gradualmente preso il sopravvento su qualsiasi altro interesse. Nei primi due anni la vecchia passione per la caccia sopravvise quasi immutata: io stesso uccidevo tutti gli uccelli e gli altri animali per la mia collezione. Ma a poco a poco rinunciai al fucile, fino a cederlo al domestico, perché la caccia interferiva con il mio lavoro, soprattutto quando, in campagna, studiavo la struttura geologica di una zona. Inconsciamente ed insensibilmente scoprii che il piacere di osservare e di ragionare era di gran lunga superiore a quello della caccia e dello sport. Gli istinti primitivi del barbaro cedettero lentamente il campo ai gusti educati dell'uomo civile. 33


Si rese presto conto che i piccoli uccelli che aveva riportato dalle Galapagos sono tutti fringuelli, e non membri di svariate famiglie, come aveva creduto.

Vedendo questa graduazione e diversità in un piccolo gruppo di uccelli, strettamente affini, si potrebbe realmente immaginare che da un originario, piccolo numero di uccelli di questo arcipelago, sia stata presa una specie e modificata per diversi fini.34

Mai avrebbe sospettato una circostanza simile, tanto che non aveva preso alcuna nota delle varie isole dove erano stati raccolti, e mai si sarebbe immaginato che gli uccelli potessero avere una discendenza comune ed essersi poi differenziati localmente. Darwin cercò dunque di ricostruire i dati a memoria.35

Il 14 marzo 1837 il consulente ornitologico di Darwin, John Gould,36 presenta una memoria alla Società Zoologica, dimostrando che il piccolo rhea, un grande uccello simile allo struzzo raccolto da Darwin nel Sud della Patagonia, appartiene a una specie nuova (Rhea Darwinii) e non è una semplice varietà geografica come Darwin aveva pensato. A questo punto Darwin stabilì un'analogia cruciale: si accorse che ognuna delle diverse specie di fringuelli e di rhea abitava specifici territori, giusto accanto a quelli occupati dalle altre specie. Dunque, se, sul piano geografico, i fringuelli e i rhea si rimpiazzavano l'un l'altro, perché un'analoga continuità non avrebbe dovuto verificarsi, sotto forma di successione, anche sul piano temporale, ossia per evoluzione, anziché per creazioni successive? Darwin aveva raccolto fossili importanti e assolutamente nuovi di grandi mammiferi. Egli riteneva (argomento sul quale concordò anche il suo referente sull'argomento, Richard Owen37), che i fossili di una certa creatura, poi denominata dallo stesso Owen Macrauchenia, fossero assai vicini al guanaco, un mammifero sudamericano odierno, parente stretto del lama. Darwin ebbe un lampo di genio e stilò questa nota in un suo libriccino d'appunti Lo stesso genere di relazione che intercorre tra lo struzzo comune (del genere rhea) e il Petisse (Rhea darwinii), passa tra il guanaco estinto e quello odierno; nel primo caso cambia la collocazione nello spazio, nel secondo quella nel tempo.38

Durante il suo viaggio sul Beagle Darwin non era diventato ancora totalmente un evoluzionista, ma si era convertito alla teoria dello sviluppo graduale e uniforme della terra, una concezione mutuata anche attraverso quello che allora era il suo eroe intellettuale, il geologo scozzese Charles Lyell.39 In questo stadio della carriera era soprattutto un geologo, non un biologo, tanto che scrisse tre libri di argomento geologico ispirati dal viaggio del Beagle (sulle barriere coralline, sulle isole vulcaniche e sulla geologia del Sud America), mentre non ne scrisse alcuno di argomento strettamente zoologico. Darwin era convinto che la maestosa storia della natura si potesse spiegare per accumulazione di piccole cose. Quest’idea, benché gli fosse già abbastanza chiara grazie alla lettura degli scritti di Lyell, ottenne realtà fisica dalle ricerche geologiche condotte in Cile, e divenne il perno di tutto il suo successivo pensiero biologico. Lyell, ben informato delle opinioni e dei risultati di Darwin, si rallegrò subito all'idea di avere un potenziale discepolo, educato sul campo della natura. Quanto ho atteso il ritorno di Darwin!, scrisse ad Adam Sedgwick, che era stato docente di geologia del giovane Darwin a Cambridge. Lyell e Darwin divennero presto una coppia inseparabile, legata da rapporti che, in parte, erano da da maestro ad allievo, in parte di semplice amicizia.40

1 Darwin, C. Autobiografia 1809 – 1882 pag 127

2 Robert Edmond Grant, 1793–1874

3 Darwin frequentò dal 1825 al 1827

4 Charles R. Darwin, Op. Cit. pag 10

5 Charles R. Darwin, Op. Cit. pag 35

6 Humboldt, Alexander von (Berlino 1769-1859)

7 Herschel, John (Slough 1792 - Collingwood, Kent 1871)

8 Darwin, C. Op. Cit. pag 49

9Per Coleridge la zoonomia è “lo stato di natura o la teologia dell'orang-utan capostipite della razza umana, in sostituzione al primo capitolo della genesi” Darwin, C. Op. Cit. pag 132

10 1731–1802

11 Charles R. Darwin, Op. Cit. pag 30

12 Charles R. Darwin, Op. Cit. pag 48

13 Darwin, C. Lettere 1825 – 1859 pag 139

14 1805–65

15 Come Darwin supponeva, l'incontro tra gli abitanti del villaggio e i tre fuegini europeizzati, che ormai parlavano inglese e vestivano all'occidentale, si rivelò traumatico. Faceva ridere e nello stesso tempo quasi muoveva a compassione sentirlo (Jemmy) parlare in inglese ai suoi fratelli selvaggi e poi chiedere loro in spagnolo se lo capivano. Dopo solo un anno di permanenza in Inghilterra il fuegino aveva già completamente dimenticato la sua lingua originaria. Comunque a poco a poco la situazione migliorò riuscendosi in parte a ristabilire gli antichi rapporti di familiarità e di sangue. Quasi un anno dopo, quando gli uomini della "Beagle" tornarono presso l'accampamento, lo trovarono completamente devastato. Due dei fuegini che erano stati riportati nella loro terra, York Minster e Fuegia Basket, se ne erano già andati via da parecchio tempo, mentre Jemmy Button si era ormai completamente disfatto di ogni traccia di civiltà tanto che riuscirono a stento a riconoscerlo. Di tornare in Inghilterra non voleva neanche sentir parlare, aveva preso moglie e voleva restare tra la sua gente, L'esperimento di FitzRoy era dunque completamente fallito e ciò rappresentò per lui un colpo durissimo che contribuì ad indurire un carattere già poco equilibrato per natura.

16 Lettera a R. W. Darwin, 1/3/1832. In Darwin, C. Lettere 1825 - 1859, pag 23

17 Mi considerano una tale curiosità - scrisse alla sorella riguardo agli abitanti del luogo - che hanno persino voluto che visitassi una donna ammalata.

18 Darwin, C. Lettere 1825 – 1859

19 Darwin, C. Viaggio di un naturalista intorno al mondo pag 216

20 Il terremoto fu anticipato, quasi un mese prima dall'eruzione improvvisa di tre vulcani.

21 Galapagos significa "tartarughe giganti"; si tratta di un gruppo di isole assai frequentate, dove ogni anno sostavano dalle 60 alle 80 baleniere americane per rifornirsi di acqua dolce e carne di tartaruga.

22 Tali differenze sembravano dipendere dai diversi alimenti che gli uccelli avevano trovato nelle varie isole. Il sorgere di queste nuove specie era stato favorito dall'isolamento proprio di ciascuno di quei luoghi, per cui i piccoli fringuelli, ad esempio, avevano potuto svilupparsi adattandosi alle diverse possibilità alimentari che il territorio offriva. Solo molto più tardi Darwin avrebbe ulteriormente elaborato questi elementi facendone il cardine della sua teoria della selezione naturale. Per ora la sua tesi era questa: il mondo non era stato affatto creato in un unico istante ma era il frutto di una evoluzione continua di un qualcosa di infinitamente primitivo. Le Galapagos ad esempio erano emerse dal mare assai di recente a seguito di varie esplosioni vulcaniche. Qui erano giunti prima gli uccelli che avevano involontariamente trasportato nel fango delle loro zampe o negli escrementi semi di varia natura. Altre varietà di semi erano invece giunte probabilmente dal mare per poi attecchire sulla terraferma. Le lucertole erano arrivate sopra tronchi d'albero alla deriva. Le tartarughe nuotando. Ogni specie comunque si era adattata all'ambiente ed al cibo che aveva trovato e quelle che non erano riuscite a far ciò, o non erano riuscite a difendersi dalle altre specie, erano scomparse.

23 Darwin, C. Viaggio di un naturalista intorno al mondo pag 555

24 Darwin, C. Op. Cit., pag 612

25 1796–1852

26 Londra 1605 - Norwich 1682

27 Aberdeen 1780 - Edimburgo1844

28 Putney, Surrey 1737 - Londra 1794

29 Edimburgo 1771 - Abbotsford, Roxburghshire 1832

30 1777–1855

31 Dopo il mio ritorno in Inghilterra, pensai che se avessi lavorato come aveva fatto Lyell nel campo della geologia, cioè raccogliendo tutti i fatti che hanno avuto relazione con la variazione degli animali e delle piante sia allo stato domestico che in natura, avrei potuto portare qualche luce sull'argomento. Nel luglio 1837 cominciai il mio primo libro d'appunti. Lavorai secondo i principi baconiani e, senza seguire alcuna teoria, raccolsi quanti più fatti mi fu possibile, specialmente quelli relativi alle forme domestiche, mandando formulari stampati, conversando con i più abili giardinieri e allevatori di animali, e documentasndomi con ampie letture. Qaundo rivedo la lista dei libri d'ogni genere che ho letto e riassunto, ivi comprese serie complete di periodici ed atti accademici, mi stupisco della mia attività. Non tardai a rendermi conto che la selezione era la chiave con cui l'uomo era riuscito ad ottenere razze utili di animali e piante. Ma per qualche tempo mi rimase incomprensibile come la selezione si potesse applicare ad organismi viventi in natura. Nell'ottobre 1838, cioè 15 mesi dopo l'inizio della mia ricerca sistematica, lessi per diletto il libro di Malthus “Essay on the principle of population” e poiché, date le mie lunghe osservazioni sulle abitudini degli animali e delle piante, mi trovavo nella buona disposizione mentale per valutare la lotta per l'esistenza cui ogni essere è sottoposto, fui subito colpito dall'idea che, in tali condizioni, le variazioni vantaggiose tendessero ad essere conservate, e quelle sfavorevoli ad essere distrutte. Darwin, C. Autobiografia pag 101.

32 Darwin, C. Op. Cit. pag 59

33 Darwin, C. Op. Cit. . pag 60

34 Darwin, C. Viaggio di un naturalista intorno al mondo pag 474

35 Ironia della sorte, egli scrisse persino a FitzRoy, chiedendo al suo vecchio comandante altri uccelli da lui personalmente raccolti ed etichettati con ben maggiore attenzione.

36 1804-1881

37 Lancaster 1804 - Londra 1892

38 In realtà la Macrauchenia non è un antenato dei guanachi, bensì fa parte di un gruppo autonomo di mammiferi sudamericani, ormai estinto, quello dei Litopterna. Il Sud America è stato a lungo un continente di tipo insulare, una specie di super Australia, con una fauna ancor più ricca e bizzarra di quella australiana, fino a che, appena alcuni milioni di anni fa, non si formò l'istmo di Panama, che lo congiunse al continente nordamericano. Molti ordini di antichi mammiferi oggi estinti vi si erano indipendentemente evoluti, compresi i litopterni, i cui lignaggi finirono per convergere, per adattamento indipendente, con quelli dei cavalli e dei cammelli presenti su altri continenti.

39 Kinnordy, oggi Angus 1797 - Londra 1875

40 L'idea delle Pampas che si sollevano al ritmo di un centimetro ogni cento anni mentre la costa occidentale e le Ande si sollevano di molti piedi e in maniera ineguale, è stato a lungo un mio sogno, gli scrive con una certa eccitazione Lyell in ottobre. Che bel campo su cui scrivere avete! Se non potete venire qui da me per cena, dovreste se possibile partecipare al ricevimento serale.

 
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