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Parte I Cap II - Sulle spalle dei giganti PDF Stampa E-mail

Capitolo II

Sulle spalle dei giganti



Tra tutte le cose umane, le origini

innanzitutto sono degne di studio

E. Renan

L'intera storia della filosofia e della scienza è costellata di domande, di tentativi e di soluzioni ai più svariati problemi, analizzati e risolti ogni volta con metodi peculiari e più o meno funzionali. Infiniti modi di affrontare i problemi si affiancano ad infinite soluzioni, ognuna ritagliata in una particolare concezione teorica della realtà e dei suoi elementi costitutivi, discriminabili unicamente in base ai risultati che sono in grado di conseguire.

 

Generalmente ogni teoria riesce, nel suo ambito, a dare previsioni accettabili della realtà:1 teorie differenti hanno una diversa capacità di spiegazione e previsione dei fenomeni.

Lo studio delle scoperte scientifiche del passato quindi non si connota esclusivamente come una linea retta formata dai fallimenti di chi ci ha preceduto e costellata di errori che sono stati poi corretti seguendo un percorso di progressi infinito, bensì come un fertile campo di scontro di svariate concezioni, tutte con una diversa capacità di risolvere i problemi posti dal rapporto con la natura e, soprattutto, come un ottimo luogo di osservazione dello sviluppo, della crisi e della condivisione di teorie, scientifiche e no.


Lo scopo di questa breve introduzione storica non è certo quello di presentare dettagliatamente il pensiero, la vita e le opere dei vari filosofi e scienziati che vi compaiono: sarebbe impresa troppo ardua e comunque non confacente allo scopo di questo lavoro: verranno quindi presi in considerazione solo gli aspetti pertinenti con lo svolgimento del discorso, nella fattispecie come viene considerata la conoscenza ed il metodo con il quale il sapere viene tramandato ad altri. Sono stati trattati quasi esclusivamente quei filosofi che hanno dato vita ad una scuola o ad un'accademia, allo scopo di meglio osservare come veniva sviluppato, trasmesso e condiviso il sapere in ogni particolare fase storica, sia tra gli studiosi che verso le nuove generazioni.


Prima della storia - La fase mitica


Il primo esempio di condivisione “storicamente” dimostrato è stato effettuato da Prometeo, che rubò il fuoco, prerogativa divina, per rendere più semplice la vita degli esseri umani. Il mito ci racconta anche che finì male: incatenato ad una rupe con un falco che ne straziava in continuazione le carni, non è dato sapere cosa pensasse in realtà Prometeo del suo gesto e della condivisione in generale. Rimane comunque notevole da osservare il fatto che la condivisione sia entrata così presto nella narrazione mitica delle origini dell'umanità, e come sia stata ammantata di sofferenza e sacrifici. La punizione comminata da un lato fungeva da monito a non scavalcare i limiti posti tra uomo e divinità, mentre dall'altro sottolineava il coraggio e l'abnegazione di un uomo in grado di sfidare gli dei fino ad immolare sé stesso per il bene della comunità. Nel mito è già forse contenuto il concetto di tecnica intesa come valore neutro ed intrinsecamente suscettibile, se non regolata da qualcosa di superiore, di essere impiegata per il bene e per il male.

1 Per esempio la legge della gravitazione di Newton in quasi tutti i campi di applicazione è praticamente indistinguibile da quella derivata dalla teoria della relatività di Einstein, e solo recentemente sono stati trovati casi in cui si verificava una lieve discrepanza di calcolo. La teoria della relatività dunque non è stata scelta solo per una mera superiorità di calcolo o di precisione ma perché deriva più fenomeni da un' unica legge, unificando sotto di sè campi diversi dello scibile umano. Vedi Kuhn, T. S. La struttura delle rivoluzioni scientifiche, 1962 pag 126.

 
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